Isolare, cambiare il riscaldamento, installare il solare: in Svizzera questi lavori sono sussidiati. Il principale dispositivo si chiama Programma Edifici, cofinanziato dalla Confederazione e dai Cantoni. Contrariamente a quanto si è letto nel 2025, non viene soppresso: il Parlamento lo ha mantenuto, con un nuovo finanziamento dal 2027 e una riforma nel 2028. Ecco come funziona, che cosa cambia e come presentare la domanda in tempo.
Che cos'è il Programma Edifici?
Il Programma Edifici è il dispositivo nazionale di incentivazione al risanamento energetico, finanziato da una quota della tassa sul CO₂ (Confederazione) e dai Cantoni. Ogni Cantone lo attua con i propri baremi e la propria dotazione annuale. Dal 2025 lo completa un programma d'impulso previsto dalla legge sul clima, in particolare per sostituire i riscaldamenti fossili o elettrici.
Sostiene principalmente:
- l'isolamento dell'involucro (tetto, facciata, finestre, pavimenti);
- la sostituzione dei riscaldamenti fossili con energie rinnovabili;
- la produzione di energia rinnovabile nell'edificio;
- le ristrutturazioni globali e il CECE / CECE Plus.
2027-2028: che cosa cambia con il pacchetto di sgravio 2027
Per alleggerire il bilancio federale, nel settembre 2025 il Consiglio federale proponeva di non finanziare più il Programma Edifici. Il Parlamento ha invece adottato il compromesso dei Cantoni, approvato nelle votazioni finali del 20 marzo 2026 (Parlamento, oggetto 25.063):
- la tassa sul CO₂ resta al massimo di 120 franchi per tonnellata;
- la quota della tassa destinata agli edifici passa dal 33 % al 45 %;
- i fondi federali per gli edifici sono limitati a 450 milioni di franchi all'anno, di cui al massimo 410 milioni per il programma comune di Confederazione e Cantoni (il resto va alla geotermia e ai gas rinnovabili);
- la Confederazione risparmia così 200 milioni di franchi all'anno.
I Verdi, che avevano annunciato un referendum, vi hanno rinunciato il 16 marzo 2026. L'entrata in vigore è prevista all'inizio del 2027 (EnDK, in francese; rapporto del Cantone Argovia, 31 marzo 2026, in tedesco).
| Anno | Che cosa si applica |
|---|---|
| 2026 | Programma Edifici e programma d'impulso nella forma attuale |
| 2027 | Nuovo finanziamento (45 % della tassa sul CO₂); i due programmi proseguono nella forma attuale (anno di transizione) |
| Dal 2028 | Fusione in un «Programma Edifici 2.0»; misure fissate da un nuovo modello comune di Confederazione e Cantoni, con una prioritizzazione più forte |
Fine 2026: che cosa si chiude in alcuni Cantoni
Diversi Cantoni chiudono aiuti o bonus temporanei alla fine dell'anno (situazione al 14 ottobre 2026):
- Giura: esaurito il credito 2026, i sussidi al risanamento energetico sono sospesi da settembre, salvo le misure finanziate dalla sola Confederazione e il programma d'impulso; è aperta una lista d'attesa per l'isolamento dell'involucro (jura.ch, in francese).
- Friburgo: gli aiuti all'ottimizzazione energetica degli stabili di cinque abitazioni e più possono essere chiesti fino al 31 dicembre 2026 o fino a esaurimento della dotazione (fr.ch, in francese); anche il raddoppio degli aiuti dell'ECAB alle misure di protezione contro i pericoli naturali e il fuoco, legato a una ristrutturazione sussidiata, vale fino al 31 dicembre 2026 (fr.ch, in francese).
- San Gallo: i contributi maggiorati del 30 % per i grandi sistemi di riscaldamento rinnovabili (stabili plurifamiliari, edifici commerciali) valgono per il 2025 e il 2026 (sg.ch, in tedesco).
- Appenzello Esterno: l'aiuto cantonale al fotovoltaico copre gli impianti messi in servizio fino al 31 dicembre 2026, con domanda al più tardi entro il 31 dicembre 2027; un nuovo programma dovrebbe applicarsi al più presto dal 1° gennaio 2027 (ar.ch, in tedesco).
Le misure e gli importi aggiornati di ogni Cantone si trovano sulla sua pagina: Giura, Friburgo, San Gallo, Appenzello Esterno.
Quanto potete ottenere?
Gli importi dipendono dalla misura, dalla superficie interessata e dal Cantone. Alcuni riferimenti pubblici:
| Riferimento | Cifra | Fonte |
|---|---|---|
| Versati nel 2025 dal Programma Edifici | ~516,4 mio CHF; 20 097 riscaldamenti a olio, a gas o elettrici sostituiti, nell'82 % dei casi con una pompa di calore | Confederazione, 25 agosto 2026 |
| Fondi federali per gli edifici dal 2027 | al massimo 450 mio CHF all'anno | EnDK |
| Ristrutturazione globale (Vaud) | fino al 30 % dell'investimento | vd.ch |
| Vaud, dotazione 2026 | 74 mio CHF (34 Cantone + 40 Confederazione) | vd.ch, gennaio 2026 |
| Ginevra, dotazione 2026 | 80 mio CHF (10 mio in più rispetto al 2025) | SIG, 2 febbraio 2026 |
Come presentare una domanda (nel giusto ordine)
Stimare i vostri aiuti
Utilizzate il calcolatore di sussidi: basta un indirizzo per una prima stima degli aiuti mobilitabili sul vostro immobile.
Far allestire un CECE (spesso richiesto)
Molti sussidi, in particolare per una ristrutturazione globale, esigono un Certificato energetico cantonale degli edifici (CECE) realizzato da un esperto accreditato. La nostra guida al certificato energetico spiega che cosa contiene.
Presentare la domanda PRIMA di iniziare i lavori
La domanda deve in generale essere presentata e convalidata prima dell'inizio del cantiere. Iniziare troppo presto può far perdere il diritto al sussidio.
Presentare presto nel corso dell'anno
Le dotazioni cantonali sono limitate e possono esaurirsi, come nel Giura nel 2026. Una pratica presentata all'inizio dell'anno ha maggiori possibilità di essere servita.
Sussidi e potenziale: due domande da non confondere
I sussidi rispondono alla domanda «quanto costerà la mia ristrutturazione, dedotti gli aiuti?». Non dicono nulla su ciò che la vostra particella autorizza a costruire. Eppure le due cose si combinano: una ristrutturazione energetica pesante è talvolta l'occasione per una sopraelevazione o un'estensione che, a sua volta, dipende dalla zona, dall'indice e dalla sagoma.
Prima di avviare i lavori vale dunque la pena di chiarire il reale potenziale edificatorio del vostro immobile — ciò che è confermato, ciò che è vincolato, ciò che resta da verificare — per dimensionare un progetto coerente anziché sussidiare a metà una ristrutturazione che avrebbe dovuto essere pensata più in grande.
